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Red Apocalypse.

 

 

Un mio contatto di Facebook, alludendo al processo a Silvio Berlusconi che si terrà il prossimo 6 di aprile, ha scritto che mancano ormai 47 giorni alla liberazione.

Sinceramente non riesco a condividere l’ottimismo del mio amico.

Infatti, per esserci la liberazione  servono anche i liberatori e, in tutta sincerità, in giro non è che se ne vedano.

Non può aspirare ad essere un liberatore il PD che di questi tempi non è nemmeno in grado di liberarsi di quei competitori  di sinistra che alle primarie di coalizione infliggono severe sconfitte ai suoi candidati e dunque figuriamoci se può aspirare a mandare via il lussurioso sultano di Arcore.

Non può essere un liberatore Di Pietro che  sembra vagamente e legittimamente impedito e in fuga dallo Stato e dagli ex amici.

E ovviamente non si  può chiedere di fare il matador a Fini che ormai non ne azzecca più una e al  massimo può avere una maggioranza(risicata) in famiglia quando la moglie è a fare shopping e il cognato è a Montecarlo.

Restano Bossi, Di Pietro e Casini.

Ma Bossi,  come al solito, abbaia ma non morde e gli altri due,  come sempre, tirano a campare.

Dunque dubito che possano accadere cose clamorose.

Al massimo potrà movimentare un po’ la situazione la quarta sezione penale di Milano ma dopo, probabilmente, resterà tutto come prima.

Infatti mi sa tanto che, anche questa volta, gli unici in grado di cambiare radicalmente l'Italia sarebbero i soliti Americani.

Ma l’unico Americano interessato a noi è un signore che vuole acquistare la Roma e non ha certo la faccia del condottiero.

 

Francesco.

 

Pubblicato il 17/2/2011 alle 16.58 nella rubrica Politica Interna.

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